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del Santo di Messina - Parroco Padre Marcellino
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Ascensione
Vangelo Mc 16, 15-20
Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Dal vangelo secondo
Marco
In quel tempo, [
Gesù apparve agli Undici ] e disse loro: «Andate in tutto il
mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e
sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà
condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno
quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni,
parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se
berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno
le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in
cielo e sedette alla destra di Dio.
Come si fa a proclamare il
Vangelo ad ogni creatura? Ed è possibile farlo? Come? Sono
interrogativi che interpellano la mia fede. Gesù non ci
chiede una fede casalinga. La destinazione della sua buona
notizia non è la casa, ma il mondo intero. Dalle case passa,
ma appena per spezzare il pane a cena e riaccendere la
speranza per rimettere in moto l’amore assopito. Le
poltrone non sono adatte per annunziare il vangelo e neppure
le scrivanie. Cristo non lascia i suoi testimoni in un
recinto da custodire ma nel crocevia del mondo, della
storia e del tempo. Ascende al cielo, ma per percorrere
meglio il mondo e vegliare su ogni creatura. Il suo Vangelo
è salvezza per ogni creatura e vaccino contro ogni veleno,
tenerezza che tocca e guarisce ogni malattia, non trattato
di filosofia e neppure di teologia. Il Vangelo non è un
libro chiuso, ma porta del cielo spalancata ai quattro venti
dello spirito. La terra sfiorata dal suo annuncio risponde
con segni inconfondibili di pace, di giustizia, di linguaggi
nuovi, che sono l’autentificazione della fede di quelli che
se ne fanno testimoni.
I credenti sono gente che
parte, come il popolo dall’Egitto, come Abramo, come Mosè.
Il credente non ha feudi da difendere e confini da imporre,
è uomo sempre in partenza, ma non per sete di conquista, di
terre da colonizzare e da predare, ma per la fretta della
bella notizia da far conoscere ai più poveri. E la sua
destinazione è dappertutto, ovunque c’è un uomo, una donna e
un bambino nel bisogno.
Ci sono segni inequivocabili
che attestano il suo passaggio e confermano la parola
annunziata: sono fatti concreti del Regno di Dio in atto che
riguardano la giustizia, la pace, la liberazione da ogni
oppressione e la guarigione da ogni malattia e l’immunità da
ogni veleno.
Il credente che va
dappertutto, nei luoghi e nei tempi che attraversa non
lascia segni di potere edificando monumenti e piantando
croci come vessilli di conquista, ma imprime nei cuori, che
accolgono la buona novella annunziata, il potere dei segni
dell’amare.
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Omelia Commento al Vangelo Mc 16,15-20
Santa Messa dom 20-5-2012 - Prime Comunioni
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il
Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i
segni che la accompagnavano.